raretracce

e vado dal Barone ma non gioco a dama bevo birra chiara in lattina me ne frego e non penso a te avrei bisogno sempre di un passaggio ma conosco le coincidenze del 60 notturno lo prendo sempre per venire da te

CHI SONO

Utente: raretracce
amo la goliardia e credo che essere seri non debba significare necessariamente essere seriosi.. non si deve mai smettere di lottare con il sorriso..
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martedì, 14 luglio 2009

IL SALTO DEL GRILLO..

Beppe Grillo si è iscritto al PD, sezione di Arzachena, e ora si vuole candidare alla guida del partito. Ovviamente è l’ennesima provocazione del Comico-Guru-Blogger , dubito infatti che Grillo pensi seriamente di fare una battaglia di lungo periodo all’interno del Partito Democratico. Ma, questa volta, la provocazione è , più che sbagliata, male indirizzata. Per usare un fantozzismo, una cagata pazzesca. Anche Beppe Grillo alla fine è diventato vittima della centralità del PD e sta commettendo lo stesso errore dei comunisti e di tutta la microgalassia che si colloca a sinistra del PD. Lo sbaglio sta nel pensare che sia il PD il problema, nel guardare sempre e comunque a ciò che fanno i democratici. I comunisti criticano il PD, Vendola anche ma vorrebbe farci un’alleanza insieme, Grillo entra e si candida. Così facendo, il PD mantiene intatta la sua forza centripeta e si allontana l’ipotesi di costruire pensiero e politica a prescindere dal PD stesso. Seppure lontano dal sottoscritto anni luce, Antonio Di Pietro questo lo ha capito. Ha costruito l’Italia dei Valori e la sua agenda politica senza guardare a quello che facevano gli altri, mantenendo un profilo autonomo che molto ha giovato al suo partito anche quando ha scelto di far parte di alleanze di centrosinistra. E tutto ciò, dannazione, lo ha fatto senza diventare autoreferenziale. In questo modo ha letteralmente prosciugato l’elettorato della sinistra tradizionale, incapace ormai di intravedere per sé un profilo autonomo, un pensiero che stia nella realtà dell’Italia, dell’Europa e del Mondo nell’anno 2009.
Continuare a guardare al PD, criticarlo ogni giorno per le scelte e le nonscelte deliranti che compie, attaccarlo quotidianamente sulle sue politiche e sulle sue nonpolitiche ha come paradosso il mantenimento dell’assoluta e infrangibile centralità del PD stesso. Per uscire da questa situazione a nulla servono le provocazioni Grilline, a nulla servono le critiche da sinistra.
A sinistra dovrebbe entrare in vigore un’autoregolamentazione: non parlare del PD, non guardare e criticare ciò che fanno i suoi dirigenti, non pensare ( non è il momento) ad alleanze o quant’altro. Semplicemente, fare come se il PD non ci fosse, e pensare una volta per tutte ad una sinistra che serva a qualcosa. Sempre che la sinistra serva davvero ancora a qualcosa. Può ancora servire a qualcosa? Proviamo a rispondere alla domanda..

giovedì, 22 gennaio 2009

LA CITTA' DEI VECCHI.

Due fatti, apparentemente marginali, accaduti in questi giorni a Milano, dimostrano ancora una volta come Milano sia ormai diventata la "Città dei vecchi", sensibile solo alle paure e poco propensa al dialogo e al dissenso, anche quando esso è civile.
Il primo riguarda la decisione di Bruce Springsteen di non inserire tra le date del suo tour mondiale quella di San Siro, per evitare di ricevere un altro avviso di garanzia. L'anno scorso infatti, colpevole di aver concesso agli 85 mila spettatori un paio di bis di troppo, sforò di mezz'ora l'ordinanza del Comune che impone in città il termine degli eventi musicali all'aperto alle 23.30. Per questo il "Boss" e l'organizzatore del concerto si ritrovarono con un avviso di garanzia e il rischio (seppure remoto) di una condanna a qualche mese di carcere. Il prossimo tour vedrà quindi uno dei più grandi cantautori della scena contemporanea esibirsi a Torino, Udine e Roma ma non a Milano. Così Milano perderà un evento culturale che l'ha resa famosa in tutto il mondo: quasi tutti i fan del Boss sparsi nel mondo concordano sul fatto che il Meazza sia il teatro ideale dell'esibizione del rocker americano. Tutto questo per un'ordinanza del Comune, che ha dato ascolto a pochi residenti della zona di San Siro, che giudicano intollerabile ospitare al Meazza poco più di 10 concerti all'anno. Il risultato però è che Milano rischia seriamente di perdere eventi culturali e artistici di prim'ordine; altri artisti infatti stanno già valutando l'ipotesi di non esibirsi più a Milano, per evitare possibili problemi.
L'altro fatto riguarda sempre lo stadio, ma nella sua dimensione sportiva. Un fatto clamoroso capitato a Virgilio Motta, padre di una bambina di 6 anni con cui si reca allo stadio e animatore dell'Inter Club "Banda Bagaj". Il signor Motta è un convinto tifoso non violento, tanto da fondare questo Inter Club proprio per dare spazio alla dimensione goliardica del tifo escludendo in modo netto qualsiasi forma di violenza. Ha collaborato con il coordinamento degli Inter Club, organizza raccolte di fondi con i suoi amici del gruppo per associazioni benefiche e, soprattutto, accompagna i bambini allo stadio (quante volte ci sentiamo ripetere che lo stadio deve diventare luogo delle famiglie ?). Bene, attraverso un cavillo burocratico ( il singor Motta è reo di essere entrato in un settore diverso da quello previsto dal suo biglietto), il signor Motta è stato colpito dal DASPO, ovvero la diffida che di solito si commina a chi si rende protagonista di atti vandalici o di violenza; per questo non potrà entrare negli stadi italiani per due anni. La motivazione reale che ha portato alla diffida è di aver osato esporre uno striscione di dissenso rispetto alla politica dei prezzi dei biglietti da parte dell'Inter. Striscione che recitava " per lo stesso seggiolino pago più di mio cugino . inter 27 euro, milan 17 euro. "
Non capire che una città che vuole essere metropoli mondiale deve saper "sopportare" qualche concerto all'aperto , deve saper far tesoro del dissenso, soprattutto quando si evidenzia in termini civili e goliardici, è un grave errore. La vivacità di una città è la cifra della sua possibilità di crescita, anche nelle piccole cose, anche nel momento dello svago e del divertimento.
Pochi nel mondo politico milanese fanno lo sforzo di capire e di dialogare. Tra questi, sicuramente l'assessore Terzi, che ha avviato da tempo un dialogo con i gruppi di tifosi organizzati mantenendo però salda la fermezza, che ha tentato una difficile mediazione sui concerti tra residenti e gli organizzatori di eventi. Continui nella sua opera  e si faccia sentire. Per esempio, chieda alle forze dell'ordine e all'Inter di adoperarsi per ritirare l'assurdo DASPO al signor Motta e , perché no, proponga la cittadinanza onoraria a Bruce Springsteen.

p.s.: ho saputo solo ora dello sgombero dello storico centro sociale "cox18", noto anche per la famosa libreria Primo Moroni. un altro assurdo passo verso una società piatta, che non accetta nessuna forma di dissenso e di alternativa .

venerdì, 09 gennaio 2009

PENSIERINO

Otto e mezzo su La7 senza Giuliano Ferrara è come un piatto di spaghetti alla carbonara senza uova. Incompleto e senza senso. Urge un comitato per far ritornare il Giulianone sullo schermo. Per quanto si possano odiare le sue posizioni politiche la sua trasmissione era una delle poche a tema politico interessanti.


postato da: raretracce alle ore 10:49 | link | commenti (12)
categorie: pensierini
mercoledì, 07 gennaio 2009

LA NEVE CHE MILANO NON SA GUARDARE.

Milano, in occasione dell’ondata di maltempo che ha colpito il nord Italia, non si è dimostrata all’altezza del suo voler essere metropoli europea. Non per la presunta assenza di mezzi spazzaneve o per la mancata pulizia delle strade, non si può certo colpevolizzare il sindaco e le autorità per questo. Quando cadono 40 centimetri di neve in poco meno di 30 ore ( nevicata di notevoli proporzioni per una città di pianura) è normale, fisiologico che ci siano delle ripercussioni. I mezzi sono passati, ma lo strato di neve si è subito riformato e di certo non si può pensare che tutte le strade di una grande città vengano pulite in continuazione, e di certo non si può pensare di dotare Milano di ulteriori mezzi spazzaneve, che servono solo per qualche giorno all’anno.
Milano, tutta, ha peccato di eccesso di “efficientismo”. Ha voluto rimanere aperta, continuare la vita di tutti i giorni pensando di poter battere il maltempo. La mancata chiusura delle scuole è l’esempio più lampante. Chiudere le scuole in occasione di una nevicata eccezionale per una città di pianura è un atto di semplice buonsenso. Invece no, Letizia Moratti ( e non la si colpevolizzi oltremodo, ha interpretato il provincialismo di tutti noi) ha deciso di tenere aperte le scuole, volendo dimostrare al mondo che Milano non si ferma di fronte a nulla. In questo sta il provincialismo. Una grande città che vuole essere europea, nodo di una rete globale, sa quando deve fermarsi e quando deve sopportare dei disagi momentanei. Fermare le scuole, chiudere per un giorno i servizi pubblici non fondamentali, ridurre ai soli servizi essenziali l’attività della città. Questo sarebbe stato un comportamento efficiente e non “efficientista”. Una decisione simile avrebbe consentito interventi migliori per ripristinare la viabilità e per evitare i disagi che, puntualmente, invece si sono verificati.
Eppure i segnali c’erano. La protezione civile aveva ampiamente preannunciato una nevicata di serie proporzioni, attivando i ”codice 1” con buona scelta di tempo. Tali previsioni avrebbero dovuto condurre le autorità a compiere scelte con largo anticipo, nella direzione prima accennata.
Informare per tempo sulle chiusure di scuole e servizi, chiedere alla cittadinanza di sospendere per un giorno le normali attività , sconsigliare l’uso dell’auto. Scelte di semplice buonsenso. Prendere atto di eventi meteo eccezionali e affrontarli con pazienza è meno provinciale e più efficiente del continuare a tutti i costi a voler andare avanti a testa bassa, dimostrando però poi di non esserne capaci.


martedì, 06 gennaio 2009

IN TEMPO DI CRISI

ho sempre pensato che i greci fossero avanti. i greci avevano la capacità di dare alle cose il nome giusto. per esempio la parola crisi, che per noi assume un valore tetro e provoca ansia, in greco significava  "scelta" . la crisi come tempo della scelta. semplicemente splendido come concetto. leggo che molti hanno salutato questo 2008 come anno funesto. io sarò controcorrente, ma per me il 2008 è stato un anno assolutamente positivo, perché ho vissuto una grande crisi. perché nel 2008 ho, con fatica, compiuto delle scelte, cercando di rimanere coerente con me stesso, con quello che sono ma anche con miei cambiamenti, necessari, imprescindibili in un percorso umano. certo, i cambiamenti, le scelte provocano anche sofferenze, soprattutto quando da persone che ti sono vicine vengono vissute come snaturamenti. spesso vogliamo che le persone che ci stanno vicine rimangano così come sono, perché il loro rimanere immutate ci rassicura, ci dà punti di riferimento. quando vediamo che mutano, crescono, a volte commettiamo l'errore di non accettare il cambiamento, perché accettare il cambiamento degli altri ci costringe a riflettere su noi stessi. ma, oltre al dispiacere di non vedere accettato un mio percorso, c'è la felicità di vedere che tante persone, a volte con mia sorpresa, non solo lo hanno accettato, ma lo hanno apprezzato. è ancora lunga la strada, ma so cosa voglio fare e chi voglio essere. e questa consapevolezza mentre scrivo da casa mia, dopo aver fatto le mie prime lavatrici, le mie prime stirate, mi fa guardare con serenità al futuro. molto probabilmente non realizzerò i miei sogni, ma ci sto provando. non provarci sarebbe l'errore imperdonabile. e rassegnarsi, diceva il saggio, è un suicidio permanente. buon 2009 a tutti voi.


martedì, 16 dicembre 2008


UN CONSIGLIO NATALIZIO

Vi consiglio vivamente la lettura di un articolo scritto qualche decina di anni fa da uno dei più grandi intellettuali del socialismo mondiale, George Orwell. Buona lettura.E Buon Natale...

postato da: raretracce alle ore 14:07 | link | commenti
categorie: chestoria, resistere, destra sinistra, chemondo
giovedì, 04 dicembre 2008

ORFANO.

Da un lato il "nuovismo" veltroniano, vero mostro ideologico, fenomeno tutto italiano. Il PD si indigna per l'aumento dell'IVA a SKY . E' l'unico atto di opposizione visibile degli ultimi mesi. Ogettivamente mi sembra un po' poco. Il PD non ha una posizione che sia una, non sa dove e come collocarsi. Sta nel guado, vede in Obama la Madonna Pellegrina e nel frattempo vive di lotte intestine giocate tutte all'interno del circuito politico-mediatico.

Poi c'è Di Pietro, che continua ad agitare l'arma per quanto mi riguarda un po' stantia della questione morale. Lui, Grillo , Travaglio sembrano ormai essersi chiusi nel tranquillo e facilissimo ruolo di giustizieri della notte, dei difensori della legalità. Sono gli unici che possono dare patenti di onestà e soprattutto di disonestà. Non ce n'è uno che si salvi, eccetto loro ovviamente. E guai a chiedere loro spiegazioni su acquisti offshore, su vacanze quantomeno dubbie, su immobili personali pagati con i soldi del partito.

Poi c'è la sinistra , ormai comunemente e autoironicamente definita extraparlamentare. Tutta presa in conflitti interni volti a decidere chi è più a sinistra dell'altro. Nascono comitati e correnti come tartufi ad Alba. Più le nuove generazioni dimostrano che si può stare a sinistra senza bisogno di ancore ideologiche troppo pesanti e anche inutili, più essa si rifugia nelle icone del passato. 

Che lo si voglia o no, tutto ruota intorno al fatto che in Italia , a differenza del resto d'europa, manca una sinistra degna di tale nome, oltre a mancare pensiero politico in generale. Non si vede nulla di buono all'orizzonte...


postato da: raretracce alle ore 15:34 | link | commenti (5)
categorie: destra sinistra, italiaitalia
sabato, 01 novembre 2008

ONDA ANOMALA

gelmini

milano, piazza san babila , ore 10.30 . una ragazza esce dal corteo, entra da mac donald , prende un milkshake e poi si rimette a marciare, un ragazzo manifesta con un "due aste" (tipico striscione da curva) che recita " si a mourinho no alla gelmini", i cori che si sentono sono tutti mutuati dallo stadio, quasi nessun riferimento alle ideologie della sinistra novecentesca , nessun intento bellicoso, tanta goliardia. d'altra parte c'è un dato , se non altro anagrafico, che segna, forse, la fine di un'epoca . gli studenti che manifestano sono quasi tutti nati dall' '89 in poi , o comunque subito prima. non c'è ricordo di ideologia che tenga. questo movimento "occupa" e non "okkupa". sono segnali, forse marginali, che danno il senso di una rottura rispetto al passato che sarebbe bene che il circuito politico-mediatico rispetti e comprenda e non cerchi di inquinare con improbabili analisi sociologiche e/o politologiche.
altro dato importante e assolutamente centrale: stiamo assistendo ad un movimento di individui e non di masse, non esistono “leader” riconosciuti. quando vengono intervistati o quando parlano tra di loro, è l’esigenza individuale di più opportunità e di più libertà che emerge, non la rivendicazione di più o meno astratte idee collettive. “ io voglio fare ricerca una volta laureata ma non ci sono fondi, le borse di studio vengono assegnate senza trasparenza” è una frase che si sente spesso. anche quando vanno in televisione, i rappresentanti di questo mondo studentesco parlano a nome di loro stessi, partono dalla loro esperienza indivudale. ciò che ha messo insieme tante ragazze e tanti ragazzi è proprio questo: la condivisione di problemi individuali, l’aspirazione a vivere in un paese in cui ogni persona abbia la possibilità di giocarsi le proprie chances, in cui sia il merito a prevalere, non la rivendicazione di un generico “tutto per tutti”.
uno degli slogan simbolo di questo movimento recita “ non pagheremo la vostra crisi” . questo è un altro aspetto centrale della protesta : la volontà di spazzare via le rendite di posizione, le troppe caste inaccessibili che impediscono a molti giovani l’accesso a professioni, cattedre, ordini . c’è la preoccupazione individuale rispetto al futuro, anche la paura di una crisi di cui non si sentono responsabili, a ragione. questi giovani individuano nelle caste, nei vincoli, nei troppi muri che si trovano a non poter scavalcare le ragioni della loro inquietudine rispetto al futuro.
c’è in questo una furia iconoclasta da salutare positivamente, una spinta forse inconsapevolmente libertaria e/o liberista.
anche il nome scelto da questo movimento è significativo: onda, una parola liquida . l’onda non dà senso di compattezza, di blocco sociale o generazionale. l’onda è fatta di gocce d’acqua che si riversano e poi si mischiano, senza una direzione necessariamente prestabilita.
i ragazzi di questo movimento sono orgogliosi della loro individualità e si mettono insieme proprio con lo scopo di ottenere più libertà e più opportunità individuali. non è un caso che questo movimento non abbia “piattaforme unitarie” , organizzazioni egemoni politicamente, sponde nei sindacati o nei partiti. non è un caso che veltroni , per esempio, come unico modo per comunicare qualcosa di politico al movimento studentesco abbia lanciato l’idea di un referendum contro il decreto gelmini e non un progetto politico, non un invito agli studenti a unirsi al pd. la sinistra dà la sensazione di essere spiazzata da un movimento su cui non riesce a piantare bandierine ideologiche, anche questo è un fatto da salutare positivamente.
certo non è tutto oro ciò che luccica. per esempio, un errore commesso dal movimento è quello di essersi unito alla protesta dei professori universitari e dei docenti delle scuole. se l’ onda è contro lo status quo e vuole davvero essere elemento di novità, prima o poi dovrà anche contestare il sistema baronale che regge le università italiane, il conservatorismo dei docenti e dei sindacati della scuola che non hanno mai accettato alcun tentativo di riforma da 20 anni a questa parte. e’ pur vero che oggi l’obiettivo di questo movimento è quello di contestare non una riforma, ma dei tagli da parte del governo. si ha come la sensazione che questi giovani stiano contestando la gelmini in quanto la identificano come il peggio possibile, ma non siano disposti a lottare per mantenere le cose così come stanno. questo lo si verificherà nel futuro.
c’è infine la questione politica. a questo movimento non servono sponde nei partiti o nei sindacati. serve che le intelligenze migliori si mettano a sua disposizione per esercitare l’antica arte socratica della maieutica. ciò che molti osservatori non colgono è che questi giovani le soluzioni le hanno già dentro di loro, le esercitano nella vita di tutti i giorni ( hanno stili di vita e trovano soluzioni low cost ai loro problemi, hanno totale padronanza della tecnologia, vivono da individui in una società appunto individualizzata , vivono senza problemi all’interno delle reti di cui è fatta la nostra società, sono glocali nei fatti), bisogna solo che qualcuno li aiuti a farle prendere forma, a estrarle dal loro vissuto e farle diventare proposta politica. serve quindi una sana formazione politica indipendente, che fornisca gli strumenti di analisi e non soluzioni e idee precostituite. la grande opportunità che è di fronte a noi è la possibilità nella nascita di un consapevole movimento di
ego-solidali, cioè di persone che non hanno intenzione di cedere parte della propria individualità, ma che sentono l’esigenza di costruire un sistema di opportunità e libertà, in cui siano le migliori idee a prevalere e non le corporazioni, i privilegi, le rendite.

martedì, 07 ottobre 2008

INCUBO NOTTURNO E DISORDINATO

Ho come la sensazione che i politici oggi siano come l'orchestra del Titanic. Lorsignori continuano a suonare mentre la barca si infrange contro l'iceberg. Dicono tutti che questa crisi non colpirà l'Italia come altri paesi. Affermazione solo in parte rassicurante. Perché in fondo dimostra come negli ultimi 15 anni questo paese si sia barcamenato per sopravvivere e nulla più. Siamo tutto sommato più protetti rispetto alla crisi perché siamo da troppi anni fuori dal mondo. Ma di certo è più importante fare le leggi contro i graffittari . La politica ha consegnato le chiavi del potere economico ad altri soggetti ( forse anche giustamente, per carità) ormai da vent'anni e ora non sa che pesci prendere, perché ha accettato di abdicare totalmente in cambio di una sicurezza di mantenimento dello status quo parlamentare . Gli esponenti di governo e di opposizione che sanno di cosa parlano quando si discute di temi economici si contano sulle dita di una mano. Nel mondo imprenditoriale mancano personalità che sentano il loro lavoro come missione anche sociale. Persino gli amministratori locali, invece di creare spazi di libertà e perché non anche di caos creativo, si limitano ad attuare misure all'insegna della "tolleranza zero" per rassicurare elettori ottuagenari. L'intero sistema è bloccato dalle corporazioni, dal nepotismo, dal clientelismo , a tal punto che verrebbe voglia di essere davvero dei furiosi liberisti per spazzare via le troppe rendite che ci sono in questo paesello. E cosa ancor più grave, ci si ammazza per una pisciata su un muro. aiutoooo


sabato, 20 settembre 2008

NIENTE E' PER SEMPRE

Ringrazio la Vivi che è stata la prima a farci esibire, Ale e Tella per averci dato spazio al Granaio in numerose serate, alcune mitiche altre un po' meno. Grazie anche al circolo Arci Metissage che ci ha fatto ubriacare ripetutamente . Grazie alla Raffa per gli splendidi flyer e alla Ele per averci regalato insieme alla Raffa il sito. Un grazie alla nostre splendide groupies e ai nostri più affezionati sostenitori. grazie a Taglialucci per averci menzionato nei ringraziamenti del primo album dei fou. un pensiero anche ai giovani del pd che mi hanno ospitato e anche pagato :) .  Andypablo diggeiset non c'è più. non c'era più già da un po' nei fatti e quando una cosa comincia a non essere più sentita ,ma anzi inzia a diventare un peso per se stessi e per gli altri, è meglio chiudere. quando lo spirito goliardico si esaurisce arriva il momento fatidico di smettere. non ci sono responsabilità di qualcuno, a volte le cose accadono senza che ci siano colpe o responsabilità. succedono e a quel punto si deve prenderne atto senza paura.
Se almeno una persona ha legato un momento bello della sua vita ai nostri diggeiset considero personalmente la missione compiuta.
Io mi sono tolto delle belle soddisfazioni e ho realizzato un po' di sogni che erano nel cassetto. forse sogni piccoli, non eccessivamente trendy, però decisamente goliardici e per me entusiasmanti . l'unico che rimarrà chiuso nel cassetto è quello di fare un diggeiset dentro il paddy. ma recentemente ho imparato che alcuni sogni è meglio tenerli in sospeso, perché poi quando sei lì lì per realizzarli l'entusiasmo e l'incredulità possono giocare brutti scherzi .
nessuna tristezza, nessun rancore, nessun rimpianto, come diceva il saggio " in this great future, you can't forget your past, so dry your tears i say.. ".

Raretracce