e vado dal Barone ma non gioco a dama bevo birra chiara in lattina me ne frego e non penso a te avrei bisogno sempre di un passaggio ma conosco le coincidenze del 60 notturno lo prendo sempre per venire da te
PENSIERINO
Otto e mezzo su La7 senza Giuliano Ferrara è come un piatto di spaghetti alla carbonara senza uova. Incompleto e senza senso. Urge un comitato per far ritornare il Giulianone sullo schermo. Per quanto si possano odiare le sue posizioni politiche la sua trasmissione era una delle poche a tema politico interessanti.
LA NEVE CHE MILANO NON SA GUARDARE.
Milano, in occasione dell’ondata di maltempo che ha colpito il nord Italia, non si è dimostrata all’altezza del suo voler essere metropoli europea. Non per la presunta assenza di mezzi spazzaneve o per la mancata pulizia delle strade, non si può certo colpevolizzare il sindaco e le autorità per questo. Quando cadono 40 centimetri di neve in poco meno di 30 ore ( nevicata di notevoli proporzioni per una città di pianura) è normale, fisiologico che ci siano delle ripercussioni. I mezzi sono passati, ma lo strato di neve si è subito riformato e di certo non si può pensare che tutte le strade di una grande città vengano pulite in continuazione, e di certo non si può pensare di dotare Milano di ulteriori mezzi spazzaneve, che servono solo per qualche giorno all’anno.
Milano, tutta, ha peccato di eccesso di “efficientismo”. Ha voluto rimanere aperta, continuare la vita di tutti i giorni pensando di poter battere il maltempo. La mancata chiusura delle scuole è l’esempio più lampante. Chiudere le scuole in occasione di una nevicata eccezionale per una città di pianura è un atto di semplice buonsenso. Invece no, Letizia Moratti ( e non la si colpevolizzi oltremodo, ha interpretato il provincialismo di tutti noi) ha deciso di tenere aperte le scuole, volendo dimostrare al mondo che Milano non si ferma di fronte a nulla. In questo sta il provincialismo. Una grande città che vuole essere europea, nodo di una rete globale, sa quando deve fermarsi e quando deve sopportare dei disagi momentanei. Fermare le scuole, chiudere per un giorno i servizi pubblici non fondamentali, ridurre ai soli servizi essenziali l’attività della città. Questo sarebbe stato un comportamento efficiente e non “efficientista”. Una decisione simile avrebbe consentito interventi migliori per ripristinare la viabilità e per evitare i disagi che, puntualmente, invece si sono verificati.
Eppure i segnali c’erano. La protezione civile aveva ampiamente preannunciato una nevicata di serie proporzioni, attivando i ”codice 1” con buona scelta di tempo. Tali previsioni avrebbero dovuto condurre le autorità a compiere scelte con largo anticipo, nella direzione prima accennata.
Informare per tempo sulle chiusure di scuole e servizi, chiedere alla cittadinanza di sospendere per un giorno le normali attività , sconsigliare l’uso dell’auto. Scelte di semplice buonsenso. Prendere atto di eventi meteo eccezionali e affrontarli con pazienza è meno provinciale e più efficiente del continuare a tutti i costi a voler andare avanti a testa bassa, dimostrando però poi di non esserne capaci.
IN TEMPO DI CRISI
ho sempre pensato che i greci fossero avanti. i greci avevano la capacità di dare alle cose il nome giusto. per esempio la parola crisi, che per noi assume un valore tetro e provoca ansia, in greco significava "scelta" . la crisi come tempo della scelta. semplicemente splendido come concetto. leggo che molti hanno salutato questo 2008 come anno funesto. io sarò controcorrente, ma per me il 2008 è stato un anno assolutamente positivo, perché ho vissuto una grande crisi. perché nel 2008 ho, con fatica, compiuto delle scelte, cercando di rimanere coerente con me stesso, con quello che sono ma anche con miei cambiamenti, necessari, imprescindibili in un percorso umano. certo, i cambiamenti, le scelte provocano anche sofferenze, soprattutto quando da persone che ti sono vicine vengono vissute come snaturamenti. spesso vogliamo che le persone che ci stanno vicine rimangano così come sono, perché il loro rimanere immutate ci rassicura, ci dà punti di riferimento. quando vediamo che mutano, crescono, a volte commettiamo l'errore di non accettare il cambiamento, perché accettare il cambiamento degli altri ci costringe a riflettere su noi stessi. ma, oltre al dispiacere di non vedere accettato un mio percorso, c'è la felicità di vedere che tante persone, a volte con mia sorpresa, non solo lo hanno accettato, ma lo hanno apprezzato. è ancora lunga la strada, ma so cosa voglio fare e chi voglio essere. e questa consapevolezza mentre scrivo da casa mia, dopo aver fatto le mie prime lavatrici, le mie prime stirate, mi fa guardare con serenità al futuro. molto probabilmente non realizzerò i miei sogni, ma ci sto provando. non provarci sarebbe l'errore imperdonabile. e rassegnarsi, diceva il saggio, è un suicidio permanente. buon 2009 a tutti voi.
ORFANO.
Da un lato il "nuovismo" veltroniano, vero mostro ideologico, fenomeno tutto italiano. Il PD si indigna per l'aumento dell'IVA a SKY . E' l'unico atto di opposizione visibile degli ultimi mesi. Ogettivamente mi sembra un po' poco. Il PD non ha una posizione che sia una, non sa dove e come collocarsi. Sta nel guado, vede in Obama la Madonna Pellegrina e nel frattempo vive di lotte intestine giocate tutte all'interno del circuito politico-mediatico.
Poi c'è Di Pietro, che continua ad agitare l'arma per quanto mi riguarda un po' stantia della questione morale. Lui, Grillo , Travaglio sembrano ormai essersi chiusi nel tranquillo e facilissimo ruolo di giustizieri della notte, dei difensori della legalità. Sono gli unici che possono dare patenti di onestà e soprattutto di disonestà. Non ce n'è uno che si salvi, eccetto loro ovviamente. E guai a chiedere loro spiegazioni su acquisti offshore, su vacanze quantomeno dubbie, su immobili personali pagati con i soldi del partito.
Poi c'è la sinistra , ormai comunemente e autoironicamente definita extraparlamentare. Tutta presa in conflitti interni volti a decidere chi è più a sinistra dell'altro. Nascono comitati e correnti come tartufi ad Alba. Più le nuove generazioni dimostrano che si può stare a sinistra senza bisogno di ancore ideologiche troppo pesanti e anche inutili, più essa si rifugia nelle icone del passato.
Che lo si voglia o no, tutto ruota intorno al fatto che in Italia , a differenza del resto d'europa, manca una sinistra degna di tale nome, oltre a mancare pensiero politico in generale. Non si vede nulla di buono all'orizzonte...
ONDA ANOMALA

INCUBO NOTTURNO E DISORDINATO
Ho come la sensazione che i politici oggi siano come l'orchestra del Titanic. Lorsignori continuano a suonare mentre la barca si infrange contro l'iceberg. Dicono tutti che questa crisi non colpirà l'Italia come altri paesi. Affermazione solo in parte rassicurante. Perché in fondo dimostra come negli ultimi 15 anni questo paese si sia barcamenato per sopravvivere e nulla più. Siamo tutto sommato più protetti rispetto alla crisi perché siamo da troppi anni fuori dal mondo. Ma di certo è più importante fare le leggi contro i graffittari . La politica ha consegnato le chiavi del potere economico ad altri soggetti ( forse anche giustamente, per carità) ormai da vent'anni e ora non sa che pesci prendere, perché ha accettato di abdicare totalmente in cambio di una sicurezza di mantenimento dello status quo parlamentare . Gli esponenti di governo e di opposizione che sanno di cosa parlano quando si discute di temi economici si contano sulle dita di una mano. Nel mondo imprenditoriale mancano personalità che sentano il loro lavoro come missione anche sociale. Persino gli amministratori locali, invece di creare spazi di libertà e perché non anche di caos creativo, si limitano ad attuare misure all'insegna della "tolleranza zero" per rassicurare elettori ottuagenari. L'intero sistema è bloccato dalle corporazioni, dal nepotismo, dal clientelismo , a tal punto che verrebbe voglia di essere davvero dei furiosi liberisti per spazzare via le troppe rendite che ci sono in questo paesello. E cosa ancor più grave, ci si ammazza per una pisciata su un muro. aiutoooo